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Adwords spiegata a mio figlio

Secondo un recente articolo di Zeusnews ai colloqui per poter entrare a far parte del team Google a Mountain View, in California, ci si può aspettare di tutto, anche di dover spiegare Adwords ad un bambino di sette anni.

Sebbene non abbia mai inviato la mia candidatura ai responsabili risorse umane di Google, ed quindi è molto improbabile che debba rispondere a questa domanda, in un delirio dovuto al caldo di questi giorni mi sono ritrovata a guardare mio figlio dritto negli occhi e digli

“Bene, Lucio, ora ti spiego cosa è Adwords!”

Mio figlio in realtà ha 7 mesi e non 7 anni, ma in mancanza di bimbi più grandi nelle vicinanze, ed essendo pienamente convinta che ben presto Lucio, da bravo nativo digitale, capirà molto più di me in fatto di SEO e ottimizzazione, ho provato a spiegare il payperclick proprio a lui. Ecco cosa ne è uscito:

Mamma: “… Adwords è un sistema di pubblicità su internet con il quale l’azienda sceglie le parole chiave che più la rappresentano e, quando una persona fa una ricerca su Google utilizzando le keyword che l’azienda ha scelto, il suo annuncio viene mostrato tra i primi risultati. In questo modo chi fa ricerche on line vede solo annunci che gli possono interessare e le aziende pagano di meno per farsi pubblicità.”

Faccia perplessa di un business baby che sta a significare “e quanto costerebbe questa pubblicità ad un’azienda?”

Mamma: “Dipende. E’ l’azienda che decide quanto pagare: lei prepara un piccolo salvadanaio con i suoi risparmi, dice a Google per quali parole chiave vorrebbe apparire e Google conta quante volte può mostrare il suo annuncio. Una volta finiti i risparmi nel salvadanaio, gli annunci non si vedono più e l’azienda non deve spendere altri soldini se non vuole più fare pubblicità.

Adwords spiegata a mio figlioSebbene Adwords sia un sistema a pagamento, poi, funziona sulla base di un’asta che oltre a valutare quanto l’azienda mette nel suo salvadanaio, valuta anche come è il suo sito internet. Se il sito web già di suo è ben fatto, ha dei buoni contenuti relativi alla keyword che ha scelto ed è ben strutturato, Google chiederà all’azienda pochi centesimi per poter apparire tra i primi risultati e mostrerà più volte il suo annuncio. Se invece l’azienda sceglie parole chiave che si allontanano dal business presentato sul sito o ha delle pagine web un po’ antiquate, Google le chiederà di pagare di più perché penserà che il suo sito non corrisponde appieno alle ricerche delle persone, per questo a volte i soldi che le aziende mettono nel salvadanaio non sono abbastanza. È come se tu dovessi pagare poco per pubblicizzare la vendita della tua macchinina, perché Google sa che sei un bambino e la macchina è qualcosa di tuo, mentre ti farà pagare di più se vuoi vendere un ferro da stiro, perché molto probabilmente è della mamma e tu non dovresti fare pubblicità per venderlo. Se l’azienda è capace di chiedere solo una pubblicità che corrisponde all’attività e ai prodotti presentati nel suo sito, allora pagherà poco, se invece sceglie parole a caso, Google la penalizzerà.”

Lucio: “Awa nghe nghe bu bu!” – TRD. E le altre pubblicità Adwords che invece vedo sugli altri siti senza cercare parole su Google?

Mamma: “ Il sistema Adwords si divide in rete di ricerca e rete display. Quella che ti ho appena spiegato è la rete di ricerca che si basa sulle parole chiave cercate dalle persone direttamente su Google. Quella che invece vedi su altri siti è la pubblicità Display. In questo caso devi scegliere quali siti potrebbero interessare ai tuoi clienti e decidere di mostrare la tua pubblicità solo su quelli. È come se chi vende macchinine decide di fare pubblicità anche nel negozio di caramelle, perché chi mangia caramelle potrebbe essere un bimbo a cui piacciono anche le macchinine, ma non nel negozio di ferri da stiro, perché chi usa un ferro da stiro difficilmente gioca anche con le macchinine. La rete Display poi è bellissima perché oltre a mettere degli annunci fatti con le parole, ti permette di mettere anche dei video e delle immagini, così quello che vuoi vendere viene presentato in modo più colorato, ed attira l’attenzione perché è più bello da vedere!”

Lucio resta a bocca aperta, con tanto di goccia di saliva che scende sulla sua bavaglia di Dumbo. Mi guarda ancora un attimo poi sorride con i suoi incisivi inferiori bene in mostra.

Che sia stata così esaustiva che ha capito anche lui come funziona il payperclick?

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