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ott 25 2013

Cari imprenditori, non abbiate paura!

Quando questa mattina mi sono seduta al pc per scrivere un post del mio blog non ho potuto che pensare all’incontro organizzato dal Luberg ieri sera, dal titolo “La nuova frontiera del digitale”, al quale hanno partecipato Giancarlo Giardina, direttore di dday.it, giornale di informazione online, Vincenzo Esposito, direttore della sezione PMI di Microsoft, e il prof. Marco Lazzari dell’Università di Bergamo, al quale va tutta la mia stima dato che proprio lui, anni orsono, mi spiegò cosa fosse un desktop!

Durante l’incontro si è parlato a lungo di come lo scenario sia in continuo mutamento e di come il web abbia rivoluzionato il nostro modo di essere e di rapportarci con gli altri. Quello che però mi ha più colpito è stato un intervento su come le persone devono cambiare all’interno degli ambienti tecnologici, soprattutto se si tratta di ambienti lavorativi. Per questo ho deciso che oggi il mio post non avrebbe riguardato consigli utili di web marketing, bensì una riflessione su come dovremmo trasformarci in esseri umani digitali, cambiando il nostro modo di pensare e di agire, per poter affrontare davvero queste frontiere e riuscire a uscire dalla “crisi” di cui tutti parlano.

Copywriting Dillosulweb tuffati nel webCredo che l’intero intervento possa essere riassunto in un’unica espressione: “non abbiate paura”. Non abbiate paura di cambiare, non abbiate paura delle sfide, ma soprattutto non abbiate paura di internet. Spesso mi trovo a parlare con clienti, ma anche amici e conoscenti, che vedono nel web l’incarnazione di Barbablù, iniziano a preoccuparsi dei danni che l’utilizzo del web possa portare, e non pensano minimamente ai suoi benefici. Mamme che si preoccupano della privacy e dell’educazione dei propri figli proibendo Facebook nella speranza che i bambini non scoprano mai di cosa si tratta, imprenditori convinti che se la loro azienda esiste da prima dell’avvento di internet non ci sia bisogno di utilizzarlo, segretarie e impiegati che ancora si rifiutano di imparare cosa sia la netiquette e come si debba inviare una mail, perché loro è 30 anni che fanno questo lavoro ed è sempre andato bene così!

Certo, in Italia esistono anche molte realtà all’avanguardia, con siti web multilingua, con uno staff preparato che sa come inviare una mail e aggiornare un blog, con pagine sui social network,… purtroppo però tante aziende ancora hanno paura e preferiscono chiudere la porta in faccia alla tecnologia. E mentre l’America, dopo aver conquistato il west, conquista il web, noi preferiamo stare a casa da Mammà che ci prepara il ragù con la ricetta della nonna, altro che giallozafferano.it!

Quello che ci manca è la propensione alla trasformazione, ce ne stiamo a riva, a mangiare il nostro ragù urlando “governo ladro” e denigrando chi si tuffa nel web e impara a navigare, senza neppure renderci conto che se non siamo noi i primi a diventare essere digitali, a cambiare il nostro modo di rapportarci alla realtà e ad accendere le micce, il boom economico non potrà mai scoppiare!

Dobbiamo buttarci, altrimenti resteremo soli sulla spiaggia, con la ciotola di ragù oramai vuota, mentre tutti gli altri paesi avranno già attraversato l’oceano. Hai voglia poi di raggiungerli e riuscire a inserirsi nei nuovi mercati quando arriviamo con almeno 10 anni di ritardo. Sembrerà una storia trita e ritrita, vero, ma credo che molte PMI ancora non riescano a staccarsi da riva, per questo mi sento di dir loro “non abbiate paura”, se volete una mano,poi, potete sempre chiamare Dillosulweb!

Per approfondimenti:

Luberg, associazione dei laureati di Bergamo, www.luberg.it

Marco Lazzari, professore dell’università di Bergamo, il suo sito è www.marcolazzari.net

Vincenzo Esposito, lo trovate su Twitter @vinespo

Gianfranco Giardina, il sito del suo giornale è www.dday.it, ma lo trovate anche su Facebook

E per la ricetta del ragù naturalmente www.giallozafferano.it

 

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