Quando sei senza parole e cerchi un Lorem Ipsum alternativo

23 aprile 2014 in Tecnologia

Capita molto spesso di non trovare le parole, o meglio, di non avere ancora i testi SEO-friendly per un nuovo sito web, con la conseguenza che diventa difficile capire come sarà la resa del proprio lavoro da un punto di vista grafico e tipografico. Spesso, infatti, quando si crea un nuovo sito si parte sempre dalle immagini e dal lay-out, lasciando per ultimi i contenuti veri e propri.

Continue reading “Quando sei senza parole e cerchi un Lorem Ipsum alternativo” »

Ti è piaciuto questo articolo? Allora condividilo!

Dove vai se un sito web tu non ce l’hai

17 febbraio 2014 in Marketing, Tecnologia

L’81% delle aziende francesi fallite nel 2013 non era presente on line, lo dichiara uno studio della società belga Email-Brokers. E in Italia? Sfortunatamente ricerche di questo tipo sul mercato italiano non sono ancora disponibili, ma basta affidarsi alle ricerche Istat sull’utilizzo di internet nel nostro paese per capire che forse la situazione non è poi così diversa rispetto al mercato d’oltralpe.

Sebbene nel 2012 il 95,7% delle imprese italiane disponeva di una connessione ad Internet in banda larga, e  il 55,5% delle famiglie si connetteva alla rete da casa propria, la nostra presenza in rete non è soddisfacente. Essere connessi, infatti, non significa per forza essere presenti e saper sfruttare al meglio internet per il proprio business. In Italia solo il 64,5% delle aziende dispone di un proprio sito web e la percentuale cade in picchiata arrivando al 6,2% se si considerano le aziende che vendono on line.

Uso del web da parte delle aziende Italiane - Dillosulweb Copywriting Eppure le realtà italiane che hanno trasformato il web in un canale di vendita sembrano più che soddisfatte. Oltre il 90% delle agenzie di viaggi e delle aziende del settore alberghiero sfrutta internet per promuoversi e trovare nuovi clienti, e la rete copre rispettivamente il 24% e il 12,5% del loro fatturato. Dati non indifferenti, che fanno gola a chi sta risentendo della tanto nominata crisi. Ciononostante, però, solo un’azienda su 10 organizza corsi di formazione per avvicinare i propri dipendenti all’uso della tecnologia e le altre 9 se ne stanno ancora con le mani in mano, senza pensare che, forse, se fossero più presenti in rete potrebbero trovare nuove opportunità e riuscire a rialzarsi.

Non dimentichiamo poi che essere presente in rete non significa solo avere un sito web, magari creato a fine anni ’90, o avere una pagina su Facebook gestita dal figlio di un amico, che ogni tanto pubblica post senza notare che le immagini sono sgranate e poco centrate. Per far si che la presenza in rete frutti deve essere studiata, pianificata, controllata e gestita con metodo, ma le PMI italiane vedono ancora nel web uno svago per adolescenti amanti dei video game, senza considerare le potenzialità pubblicitarie che offre e le strade commerciali che apre se usato in modo corretto.

A questo punto la domanda sorge spontanea: la tua azienda è in grado di sfruttare il web e navigare in rete alla ricerca di nuove rotte commerciali, oppure sta andando alla deriva?

Clicca qui per scaricare la ricerca Istat ICT nelle imprese – 18-dic-2012

Ti è piaciuto questo articolo? Allora condividilo!

Quando un gioco per smatphone diventa pericoloso, non solo per gli uccellini

9 febbraio 2014 in Tecnologia

Sembrava essere il nuovo Angry birds capace di stregare milioni di utenti e, invece, non appena arrivato alle soglie del vero successo, il suo sviluppatore decide di toglierlo da Google Play e dall’Apple Store perché lo ritiene un gioco pericoloso, ecco perché.

Flappy bird, è questa la App di cui sto parlando, è stato ideato da Dong Nguyen ed è un gioco semplice ed intuitivo, dove bisogna volare tra le nuvole senza sbattere la testa. Il proprio avatar, un uccellino per niente curato dal punto di vista grafico, si avventura per una passeggiata nei campi, poco lontano da una fantomatica città, a volte illuminata dal sole e a volte coperta da stelle a forma di +, perfettamente in linea con il poco interesse per i dettagli grafici. Al tocco dello schermo, l’uccellino fa un battito d’ali, sale un po’ più in alto, per poi ricade verso terra fino al battito successivo. Lo scopo del gioco è molto semplice: arrivare in fondo alla passeggiata senza far cadere l’uccellino. Una sciocchezza, quindi, se non fosse che il  percorso è disseminato da tubi attraverso i quali si deve passare senza farsi male, cosa quasi del tutto impossibile – i miei uccellini in media prendeva una testata al terzo tubo, riuscendo solo in casi eccezionali ad arrivare al settimo per poi schiantarsi letteralmente contro l’ottavo e obbligandomi a ricominciare tutto da capo.

Dillosulweb copywriter Freelance Flappy birds Forse Dong Nguyen si è accorto che il gioco era troppo pericoloso per gli uccellini ed è stato contattato dall’Enpa per sospenderlo? O forse si è accorto che, come tutti i giochi per smartphone che hanno successo, crea dipendenza e non voleva quindi avere sulla coscienza schiere di adolescenti che sprecavano le giornate a battere le ali cercando di passare tra i tubi? Niente di tutto questo, il vero motivo per cui lo sviluppatore ha deciso di sospendere la diffusione del gioco è per i troppi soldi che sta guadagnando. Avete letto bene, questo gioco, creato per gioco, sta facendo guadagnare a Dong Nguyen 50.000 dollari al giorno, con la conseguenza che il successo improvviso gli ha letteralmente rovinato la vita, come lui stesso scrive sul suo account Twitter: “Posso definire “Flappy Bird” un mio successo. Ma sta rovinando la mia vita semplice. Così ora lo odio”.

Sempre su twitter, due giorni fa, veniva quindi annunciato il ritiro del gioco dagli App store affinché la “pericolosa semplice App” non potesse più far guadagnare vagonate di dollari al povero Dong Nguyen, che, dalla sua vita semplice, fa comunque sapere di star lavorando ad altri giochi per smartphone… speriamo che non siano così pericolosi come questo!

Ti è piaciuto questo articolo? Allora condividilo!

Perso il tuo cellulare Android in spiaggia? Cercalo su Google!

12 agosto 2013 in Tecnologia

Finalmente anche per gli utenti Android è arrivata un’applicazione web che permette di trovare il proprio smartphone in modo rapido e veloce in caso di furto, o anche solo quando è finito in fondo alla borsa del mare, tra creme, salviettoni e costumi, e non riuscite più a trovarlo.

Cercare cellulare nella sabbiaSembra strano, ma a differenza di Find my iPhone, l’applicazione simile usata dagli utenti Apple, il sistema Android Device Manager funziona cercando direttamente il proprio cellulare proprio su Google.

Basterà infatti andare al link https://www.google.com/android/devicemanager, registrare il proprio smartphone, e rintracciarlo sulla mappa! Grazie al pannello di controllo, Google ci mostrerà sulla mappa l’esatto luogo dove si trova il nostro smartphone e ci permetterà di farlo suonare per cinque minuti a massimo volume anche se la suoneria è in modalità silenziosa, per darci tutto il tempo necessario a ritrovarlo.

E se neppure così riusciamo ad identificarlo e temiamo che qualcuno lo abbia rubato, un altro pulsante del pannello di controllo ci permetterà di cancellare tutti i dati dal dispositivo in modo che, anche se è caduto in mano a qualche malintenzionato, i nostri contatti e i nostri dati saranno salvi!

L’unica pecca? L’Android Device Manager funziona solo se il cellulare è connesso ad una rete (WIFI o GSM), ma oggigiorno è un problema che si riscontra davvero raramente!

Volete qualche informazione in più per capire come funziona e come attivarlo? Andate al link di supporto di Google cliccando qui e buona caccia al cellulare smarrito! 

Ti è piaciuto questo articolo? Allora condividilo!

Novità in casa Apple!

11 giugno 2013 in Tecnologia

Oggi parliamo un po’ di tecnologia. Proprio ieri, infatti, è stato presentato il nuovo sistema operativo iOS 7 che potremo installare sui nostri iPhone a partire dal prossimo autunno. Ma in sostanza cosa cambia? Continua a leggere e scopri le novità del sistema operativo Apple.

iOS 7 è stato concepito per cambiare il design dell’interfaccia utente, rendendolo ancora più chiaro ed intuitivo. Partiamo dalla schermata di blocco, non più da sinistra verso destra, ma dal basso versa l’alto, per permettervi con il movimento di un solo dito di accedere direttamente all’area di controllo, un po’ come già succede su Android!

AppleUna volta sbloccata la schermata, cosa si trova? Nuove icone trasparenti che vi permettono di vedere meglio la vostra immagine di sfondo e un’interfaccia sensibile al movimento, con la quale potrete cambiare la prospettiva delle immagini in base all’inclinazione del vostro iPhone. Le cartelle saranno più capienti e il sistema multitasking più performante. Ma la vera novità è AirDrop, il sistema di condivisione peer-to-peer che vi permetterà di scambiare file in forma codificata con altri utenti iOS nei paraggi in modo facile e veloce.

I filtri di sistemi come Instagram vi hanno ammaliato? Fatevi stregare anche dalla nuova fotocamera, che  avrà filtri integrati per modificare direttamente colori ed effetti dei vostri scatti, e organizzerà automaticamente le vostre immagini in base a luogo e data di scatto.

Sul fronte App le novità sono nell’Appstore: un sistema di auto-aggiornamento vi permetterà di avere sempre l’ultima versione delle vostre App, mentre la sezione Kids vi aiuterà a scegliere giochi e applicazioni più adatte per i vostri bambini sulla base della loro età!

Tutto questo non vi basta? Allora scoprite il nuovo sistema radio in streaming, inizialmente attivo solo negli Stati Uniti, il sistema di blocco chiamate per evitare contatti non graditi, la nuova funzione di sicurezza per trovare il vostro iPhone in caso di smarrimento, i nuovi protocolli per la sicurezza di Safari. Insomma, tante piccole novità che renderanno l’utilizzo del vostro iPhone ancora più veloce e sicuro.

 

E nell’attesa di poter installare la nuova versione, ecco il video ufficiale di presentazione:

Ti è piaciuto questo articolo? Allora condividilo!

Ecco che arriva Penguin 2.0 e non è colpa del freddo!

30 maggio 2013 in Tecnologia

Penguin 2.0 è arrivato, ma stai pure tranquillo, non si tratta di un’invasione di pinguini antartici dovuta al freddo di queste ultime settimane! Penguin 2.0 è il nuovo algoritmo di Google, che organizzerà al meglio i risultati del motore di ricerca e ti aiuterà a dare visibilità al tuo sito se sarai capace di rispondere alle sue esigenze.

La parola d’ordine per Penguin 2.0 è CONTENUTI WEB. Se fino ad oggi l’algoritmo di Google premiava i siti ben strutturati, che facevano molta attenzione al SEO dal punto di vista tecnico, anche a discapito dei testi e delle immagini che contenevano, ora invece tutta l’attenzione è su quello che davvero comunichi a chi visita il tuo sito. Per questo, per vedere il tuo sito salire nei risultati di ricerca, l’unica regola da seguire è “creare contenuti web adatti”.

Ma in pratica, come si può “recuperare posizioni” nei risultati di ricerca?

Google Penguin 2.0

Semplice: mettiti nei panni di chi sta cercando proprio te, pensa come il tuo cliente e usa le parole che lui userebbe per descriverti: se sei un calzolaio forse i tuoi clienti useranno il termine “scarpe”, se sei il proprietario di un rinomato locale in centro dove si assapora cibo molecolare, probabile che basti usare la keyword “ristorante molecolare”, se ti occupi di web image per conto dei tuoi clienti, basterà usare “realizzazione siti web” per catturare l’attenzione di chi vuole promuovere la propria immagine nel web.

Usa uno stile chiaro e descrittivo, cerca di andare dritto al sodo senza usare troppi giri di parole ed espressioni belle sì, ma poco funzionali per essere riconosciute da Penguin 2.0. Rendi la navigazione del tuo sito facile e intuitiva, sfrutta i menu per poter far capire agli utenti cosa possono trovare nelle pagine e utilizza i link interni per dirottare la loro navigazione alla scoperta de tuoi prodotti/servizi.

E poi, non dimenticare di aggiornare il tuo sito, mantenendolo sempre nuovo, ricco di notizie interessanti e legate al tuo business, che aiuteranno Penguin 2.0 a capire quale è il tuo settore di riferimento e a dare visibilità al tuo sito quando un utente starà cercando un fornitore come te.

Vuoi migliorare la visibilità del tuo sito nei risultati di Google ma non hai idea da che parte iniziare a riorganizzare i contenuti del tuo sito? Chiamami e valuteremo insieme come promuovere la tua azienda in Google sfruttando le novità introdotte da Penguin 2.0!

Ti è piaciuto questo articolo? Allora condividilo!