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mar 5 2015

La nascita di un figlio: un evento social con tanto di fotografia ufficiale?

Essendo diventata io stessa mamma da poco più di un mese, mi trovo come molti genitori a dover decidere la destinazione finale delle fotografie del mio piccolo Lumino: l’album di famiglia da sfoderare nelle occasioni speciali, o un album su Facebook da mostrare con gioia a parenti, amici e amici di amici?

Che i social network stiano facendo emergere sempre più problemi legati alla privacy è risaputo, ma quando si tratta di un evento così gioioso come la nascita di un figlio, spesso la consapevolezza dei rischi legati alla pubblicazione di immagini e post confidenziali viene meno.

Travolti dal turbine di messaggi traboccanti di richieste di fotografie, infatti, si rischia di cadere nella trappola della comodità, postando su Facebook o su Instagram un’immagine dell’erede corredata da peso e lunghezza, affinché tutti la vedano e possano commentarne la bellezza direttamente online.

Cosa comporta la condivisione di immagini di minori su piattaforme online?

Il problema più grande della pubblicazione di fotografie di minori online è ovviamente legato al mondo della pedofilia che sui social network si nasconde dietro profili apparentemente innocui, capaci di recuperare informazioni confidenziali da mamme ignare per poi trarre in inganno i bimbi nel mondo reale.

Condividere foto di minori in reteTutti siamo consci che condividere immagini di bambini non nostri senza l’autorizzazione scritta dei genitori è di fatto un reato secondo la legge del 22 aprile 1941 n. 633 Articolo 96, ma pochi si rendono conto che i rischi esistono anche per i propri di figli. E se chi usa twitter bene o male sa che i suoi post saranno pubblici e pone un po’ più di attenzione alla condivisione di immagini di minori, il problema però emerge in tutta la sua pericolosità tra gli utenti di Facebook ed Instagram, che si nascondono dietro le impostazioni della privacy e non sempre danno il giusto peso alla questione.

Una volta condivisa un’immagine in rete, infatti, questa diventa pubblica e noi ne perdiamo il controllo, poco importa se le impostazioni della privacy prevedono solo gli “amici”. Basta un click perché “amici” lontani copino l’immagine e la ri-condividano a nostra insaputa, creando un circolo vizioso che non sappiamo dove finisce. I rischi, poi, non si celano solamente dietro ai post resi pubblici da noi, ma anche alle chat private di Whatsapp o agli Hangout di Google, che possono portare alle stesse conseguenze se non siamo certi dell’affidabilità di coloro a cui inviamo le nostre fotografie.

Come posso verificare se qualcuno ha condiviso le foto del mio bimbo in rete?

Verificare se qualcuno ha condiviso una foto a nostra insaputa è un’operazione quasi impossibile.

Google, però, può essere un metodo veloce per scandagliare a grandi linee il web e verificare che una foto specifica non sia presente su siti pubblici. Basta andare su Google Image e trascinare un’immagine nella barra di ricerca. Così facendo il sistema verificherà su quali siti è possibile visualizzare la stessa identica immagine e, se non sarà presente su nessun sito, possiamo stare parzialmente tranquilli. “Parzialmente” perché comunque basta una piccola modifica all’immagine che Google non è più in grado di riconoscerne la corrispondenza, inoltre, Google Image scandaglia il web, non i profili social, per cui se qualcuno l’ha condivisa su una piattaforma social non possiamo venirne a conoscenza.
 

L’unico metodo infallibile per tutelarci è quindi evitare di condividere le immagini, anche quelle “ufficiali” se non con parenti e amici stretti che siamo certi rispetteranno la nostra scelta di non rendere pubbliche le foto dei nostri pargoli!

 

 

PS L'immagine di questo post è stata presa da www.pixabay.com ed è scaricabile gratuitamente per fini commerciali. L'immagine è stata scattata da L0nd0ner.
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