Perché spendo tanto su Adwords? 5 errori comuni tra chi non ottimizza le campagne

20 settembre 2016 in Visibilità online

Molto spesso arrivano da me clienti che, dopo anni di campagne Adwords andate male, sono restii ad investire ancora in questo tipo di pubblicità nonché nel marketing on line in generale. In realtà, però, il problema non è quasi mai dato dal sistema Adwords in sé, bensì da come è stata impostata la campagna in generale, con la conseguenza che, non essendo ottimizzata, non porta risultati e prosciuga letteralmente il credito aziendale.

Ecco quindi 5 errori comuni tra chi si affida ad Adwords senza cognizione di causa ma che, con l’aiuto di qualcuno esperto, si possono facilmente evitare.

 

1-Aggiungere tutte le parole chiave possibili ed immaginabili

Il sistema Google capisce il tuo business di riferimento e, con lo strumento per le parole chiave, cerca di aiutarti suggerendoti ogni giorno keyword che potrebbero essere interessanti per te. Attenzione però ad aggiungerle tutte senza controllarle: a volte, infatti, capita che tra le parole chiave suggerite ce ne siano alcune che non solo non ti interessano, ma addirittura risultano controproducenti. Qualche esempio? Ho seguito una campagna Adwords per uno studio di architettura che tra le sue keyword aveva “architetto stage”, “offerte lavoro architetto”, “architetto cercarsi”… ovvio che la keyword architetto era corretta, ma investire in Adwords per cercare uno stagista/collaboratore non era esattamente l’obiettivo dello studio mio cliente.

Il consiglio in più: utilizza la funzione “corrispondenza inversa” e seleziona attentamente solo le parole chiave che il tuo cliente tipo potrebbe utilizzare, non tutte quelle che, in un modo o nell’altro, possono essere ricondotte al tuo business.

 

2-Scrivere un solo annuncio per ogni prodotto

Se gestisci un e-commerce, un negozio o una società che offre un’ampia gamma di prodotti o servizi, fai attenzione ai tuoi annunci. Pubblicare un solo annuncio Adwords che promuova la tua azienda in toto non è l’idea migliore. Prova invece a differenziare annunci e gruppi di annunci per poter segmentare al meglio la tua offerta e intercettare i clienti che cercano un preciso prodotto on-line. Ad esempio, se hai una panetteria, meglio creare un annuncio per le brioches, uno per il pane e uno per gli snack salati, piuttosto che ricondurre tutti i tuoi click all’annuncio “Ottima panetteria in centro: brioches, pane e snack di qualità – Clicca qui”
 

Ottimizzare campagna Adwords3-Collegare la campagna alla homepage

Per lo stesso motivo per cui un solo annuncio Adwords è controproducente, anche collegare l’intera campagna alla home page non porta molti risultati. Prima di investire in Adwords, quindi, struttura al meglio il tuo sito, dedica tempo alla creazione di contenuti di qualità e crea una pagina ad ogni prodotto/servizio che vuoi pubblicizzare, o meglio ancora landing page dedicate, ma sopratutto fai in modo che ad ogni annuncio specifico corrisponda una pagina specifica che parla solo del prodotto promosso nell’annuncio stesso. In questo modo aumenteranno le tue conversioni e avrai più probabilità che i visitatori delle tue pagine si trasformino in clienti.
 

4-Non controllare i risultati

Un altro errore piuttosto comune è quello di non controllare i risultati. Per essere davvero fruttuosa, infatti, una campagna Adwords deve essere monitorata, affinché in ogni istante tu possa capire quali parole e gruppi di annunci funzionano e quali no, come stai spendendo il tuo budget, cosa va tolto e cosa migliorato,… solo così il tuo investimento non sarà buttato al vento e potrà dare i suoi frutti.
 

5-Non migliorare la campagna di giorno in giorno

Oltre ad essere controllata, una campagna Adwords necessita di essere ottimizzata. Si tratta di un lavoro certosino e costante, che, una volta monitorato l’andamento degli annunci, prevede la loro modifica in itinere affinché le parole chiave siano sempre più precise, gli annunci sempre più mirati, il budget controllato, le pagine dove atterrano le campagne migliorate di giorno in giorno…

 

Sebbene sia relativamente semplice da usare, sfruttare bene Adwords non è così semplice, per questo campagne poco curate portano poco risultati e fanno perdere la fiducia nel marketing on line. Affidarsi ad un consulente professionista è quindi spesso la via migliore per ottenere una pubblicità che funzioni, con un investimento ridotto ma con risultati che non tarderanno ad arrivare.
 

Utilizzi Adwords spendendo tanto e con pochi risultati?

Chiamami al 320 17 95 789 e cercheremo di capire insieme come migliorare la tua campagna!

CibiO: un nuovo progetto firmato Dillosulweb

26 gennaio 2016 in Case History

Iniziamo questo martedì con un nuovo progetto: il sito in Joomla di CibiO.

CiBiO è un negozio di cibo biologico che ha aperto ad ottobre in via Tasso, a Bergamo, e vende solo prodotti locali e a Km0, ma di strada ne ha già fatta tanta!

Francesca, la titolare, mette tanta passione nel suo lavoro: organizza eventi per conoscere i produttori locali, dispensa consigli sui prodotti che si trovano in negozio e cucina gustose ricette con frutta e verdura di stagione.

Ci ha chiesto di realizzare un sito web facilmente aggiornabile dove poter promuovere il negozio e i suoi consigli culinari, ed eccolo qui. Che dite, vi piace?

Realizzazione sito Cibio

3 consigli per FAQ davvero utili

13 gennaio 2016 in Marketing

Sui siti istituzionali delle aziende e sugli e-commerce è sempre più comune imbattersi nella pagina FAQ – Frequently Asked Questions, in italiano “domande poste frequentemente”.
In questa pagina il gestore del sito o chi per esso si immagina per un istante di essere un utente qualunque, prova a porsi qualche domanda sui contenuti del sito e cerca a suo modo di dare una risposta.
Questo servizio dovrebbe da una parte velocizzare la ricerca di informazioni utili da parte dell’utente, e dall’altra agevolare il servizio clienti dell’azienda, che in questo modo eviterà di dover rispondere più volte ad una stessa domanda posta da ogni visitatore che non capisce un determinato passaggio. Molto più spesso, però, le FAQ rischiano di diventare solo una pagina poco curata, dove l’utente si trova a farsi più domande di quante ne avesse prima di approdare lì.

Ecco quindi 3 consigli utili per realizzare una pagina FAQ che risponda alle domande e non ne crei di nuove.

1-Immaginate domande reali e non domande che vorreste vi facessero

All’interno della pagina FAQ è importante che presentiate domande a problemi veri che gli utenti possono avere, come la ricerca di un prodotto, la gestione di un reso, un indirizzo mail a cui scrivere. Non cercate di utilizzare questa pagina per promuovere la vostra azienda trasformando le domande in strumenti di marketing, piuttosto usatela per focalizzare i vostri punti deboli, come l’assenza di una assistenza tempestiva, e, nel tempo, lavorate per migliorarvi.

contenuti pagina FAQ2-Mantenetele aggiornate

E’ inutile redigere una pagina FAQ se poi non viene aggiornata. Questo vale per tutti i contenuti di un sito, ma per la pagina FAQ l’aggiornamento diventa un paradigma. E’ inutile infatti mantenere pubblicate domande che gli utenti non pongono più da mesi o addirittura anni e non dare invece risalto alle domande relative a temi attuali, come scioperi o promozioni in scadenza.

 

3-Siate sinceri e andate subito al punto

Gli utenti arrivano alla pagina FAQ perché sono in difficoltà e hanno un problema che vogliono risolvere nel minor tempo possibile. Dare risposta evasive, o ignorare bellamente le domande scomode, non faranno che perdere fiducia nella vostra azienda e, a lungo andare, vi porteranno a perdere clienti. Anche se si tratta di temi scottanti, quindi, cercate di essere sinceri, ammettete le vostre mancanze e, se possibile, cercare di risolverle.

Solo così la pagina FAQ sarà davvero utile per l’utente e soprattutto aumenterà ancora di più la vostra reputazione on line.

Questo post è stato ispirato dai consigli di Steve Krug e dal suo libro “Don’t make me thing”, a mio avviso uno dei manuali di usability più divertenti che abbia mai letto.

Perché i link interni sono fondamentali in un sito web

15 dicembre 2015 in Marketing

Un sito web è ricco di link che permettono sia agli utenti che agli spider di spostarsi tra le pagine web in modo semplice e veloce. La presenza di link all’interno di un sito permette quindi agli utenti di navigare più facilmente, trovare in fretta ciò che stanno cercando e rendere più piacevole la loro permanenza in un sito, ma i link interni sono fondamentali anche per evidenziare le keyword del sito e facilitare il suo posizionamento, ecco come.
Continue reading “Perché i link interni sono fondamentali in un sito web” »

Spider, robots e altri insetti…

5 novembre 2015 in Visibilità online

Quando si parla di SEO, vengono spesso citati gli “spider”, ovvero i ragni dei motori di ricerca, quelli che i programmatori amanti dei tecnicismi chiamano “robots” o “crawler”, ma che per chi commissiona un sito web restano tutt’ora un mistero. Ecco quindi qualche delucidazione per addentrarsi nel grande mondo degli aracnidi da SEO.

ATTENZIONE: Questo articolo non è adatto agli aracnofobici che non vogliono promuovere la propria azienda sul web

Cosa sono gli spider?

Gli spider dei motori di ricerca altro non sono che software automatici che viaggiano sul web. Proprio come i ragni sono piccoli, si muovono velocemente andando alla scoperta degli angoli più sperduti di internet e, con i loro otto occhi, riescono a leggere tutto quello che è scritto sulle pagine online.

Una volta tornati nelle loro tane, al sicuro dentro Google e gli altri motori di ricerca, hanno poi il compito di organizzare le informazioni che hanno raccolto, per creare un’enorme biblioteca che indicizza tutte le pagine web per argomento e per importanza.

Proprio per la loro capacità di indicizzare le pagine, vengono quindi chiamati anche indicizzatori automatici, automatic indexer o, simpaticamente, Ant, cioè formiche.

Bisogna fare attenzione agli spider?

Web crawler
Assolutamente sì, quando si crea un sito web bisogna fare molta attenzione agli spider, ma ciò non significa che siano pericolosi, anzi.

Fare attenzione agli spider significa creare pagine web con contenuti originali, ben strutturate, con metatag univoci, affinché questi piccoli insetti riescano ad orientarsi meglio sul nostro sito, riportino nelle loro tane informazioni precise sul prodotto o servizio che proponiamo e lo presentino al meglio quando chi naviga on line andrà da loro a chiedere informazioni a riguardo.

Insomma, fare attenzione agli spider non vuole dire schivarli, ma nutrirli: nutrirli di informazioni utili e complete, chiare e precise. Solo così le loro biblioteche si riempiranno di contenuti e la nostra attività potrà avere la visibilità che si merita anche online.

Perché pagare Wikipedia?

27 ottobre 2015 in Social network

Da inizio ottobre Wikipedia, la grande enciclopedia online, sta raccogliendo fondi per poter continuare ad esistere, sebbene tutti coloro che scrivono e aggiornano le sue pagine siano volontari. La domanda sorge quindi spontanea: perchè pagare Wikipedia se i suoi collaboratori sono volontari? Ecco qualche delucidazione…

Wikipedia, l’enciclopedia di tutti per tutti

Wikipedia si basa su un concetto molto semplice ma a volte dimenticato: condivisone. Le voci dell’enciclopedia più grande al mondo, infatti, altro non sono che testi scritti da qualcuno esperto in qualche argomento che decide di condividere con gli altri cioè che sa. Wikipedia è quindi di tutti per due motivi:

      • tutti possono accedervi e imparare qualcosa dalle sue pagine – Anche se non contribuite al suo sostentamento, infatti, potrete continuare a leggere i suoi articoli senza nessuna limitazione

 

      • tutti possono scrivere una voce dell’enciclopedia. Basandosi su di un software “wiki”, cioè un software che permette di essere modificato da tutti i suoi membri, Wikipedia permette ad ognuno di noi di partecipare attivamente alla vita dell’enciclopedia aggiungendo lemmi, modificando le voci presenti con precisazioni che vengono dall’esperienza personale o anche solo traducendo nella propria lingua quelli esistenti – a riguardo basti pensare che in inglese ci sono quasi 5 milioni di voci, mentre l’italiano ne ha “solo” un milione e duecento mila…

Altra cosa fondamentale di Wikipedia è poi una condivisione di conoscenza fatta in modo altruistico e senza voler nulla in cambio: chiunque decide di scrivere, infatti, non riceve un compenso, ma lo fa solo per permettere all’intera umanità di soddisfare la sua sete di sapere.

Ma allora perché questa raccolta fondi?

Perché pagare Wikipedia
Il banner che appare ad ogni accesso alle voci dell’enciclopedia è della WMI, corrispondente italiana della Wikimedia Foundation, Inc. di San Francisco, organizzazione senza scopo di lucro che gestisce non tanto l’enciclopedia in sé, quanto la struttura che ci sta dietro. Come ogni sito web, infatti, anche il sito di Wikipedia ha bisogno di essere aggiornato, per non parlare dei server che la ospitano, i quali ogni giorno vengono visitati da milioni di visitatori da tutto il mondo e per garantire ad ognuno di trovare ciò che cerca in modo facile e veloce devono essere prestanti, sicuri ed efficienti.
La raccolta fondi di Wikipedia, quindi, non viene fatta per sovvenzionare chi scrive gli articoli, bensì per pagare l’affitto e la manutenzione dello spazio nel quale si trova l’enciclopedia che ogni giorno consultiamo. Considerate per esempio che le biblioteche pubbliche: riscaldamento, acquisto dei libri, pulizie, personale,… vengono fornite in modo gratuito ai cittadini, ma i comuni possono mantenerle aperte grazie alle tasse raccolte dai cittadini.
Ecco, Wikipedia viene fornita in modo gratuito, ma non potendo accedere alle tasse dei cittadini, Wikimedia, il suo “comune di riferimento”, ha deciso di fare una raccolta fondi.

Certo, poteva scegliere di raccogliere fondi tramite l’inserimento di pubblicità, ma per ora ha deciso di mantenere le sue pagine “pulite”, sicura che l’altruismo e la condivisione che l’hanno fatta nascere spingano i lettori a donare anche solo 2 euro per mantenerla attiva senza banner promozionali

Quanto dura la raccolta fondi per Wikipedia?

I banner sulle pagine di Wikipedia in lingua italiana saranno presenti sino a fine ottobre, questo sabato per intenderci, e molto probabilmente verranno riproposti anche il prossimo autunno, così come sta succedendo da qualche anno a questa parte.
In realtà però è possibile fare una donazione durante tutto il corso dell’anno, collegandosi a questa pagina

Se invece volete partecipare al progetto in modo attivo, ma non avete spiccioli da spendere, niente paura. Potete sempre dedicare un po’ di tempo alla redazione degli articoli semplicemente registrandovi sul sito e donando un po’ della vostra conoscenza che, di questi tempi, vale più di qualche dollaro.

Cosa sono gli URL parlanti e come possono aiutarti ad aumentare la tua visibilità

15 ottobre 2015 in Visibilità online

Nel post della scorsa settimana vi ho parlato degli URL, soffermandomi quasi esclusivamente sull’URL più principale: il nome del dominio. Oggi voglio approfondire questo tema che mi sta molto a cuore, entrando nello specifico degli URL delle singole pagine per capire come questi possano aiutare ad aumentare la visibilità di un sito web.

Oltre all’home page del sito web che in genere si raggiunge scrivendo nella banda di navigazione il nome del dominio, ogni altra pagina web ha un URL, cioè un indirizzo univoco. Spesso quando navighiamo non ci facciamo molto caso, in quanto cliccando all’interno delle pagine veniamo indirizzati su altri URL che appaiono in automatico nella nostra banda di navigazione, ma volendo potremmo metterci a scrivere tutti gli URL specifici delle pagine che vorremmo vedere e riusciremmo lo stesso a raggiungere i contenuti che cerchiamo.

Per arrivare su questo articolo, ad esempio, si può digitare solamente l’URL del dominio Dillosulweb, www.dillosulweb.it per intenderci, e da lì navigare passando dalla pagina blog alla pagina specifica dell’articolo, oppure inserire direttamente l’URL https://www.dillosulweb.it/importanza-url/ nella banda di navigazione, operazione però più complessa che non tutti hanno voglia di fare.

URL Parlanti - Dillosulweb

Perchè bisognerebbe creare URL parlanti per ogni pagina?

Come per il dominio, anche gli URL dovrebbero essere facili da memorizzare per aiutare gli utenti ad arrivare più facilmente sulle pagine. Se per il dominio, l’URL per eccellenza, dedichiamo molta attenzione alla sua scelta affinché sia facile da ricordare, però, questo non accade con gli URL delle singole pagine che, poichè nessuno ci fa caso, vengono spesso trascurati, diventando elenchi di cifre e numeri indecifrabili.

È vero, quasi nessuno si mette a scrivere URL chilometrici per raggiungere le pagine, ma come la mettiamo con i motori di ricerca?

Gli spider basano tutto il loro lavoro su URL e contenuti, per cui, meno fatica gli spider faranno a leggere gli URL e capire di cosa parla la nostra pagina, più possibilità avremo che mostrino le pagine a chi cerca in Google un fornitore come noi.
Scrivere URL parlanti è quindi fondamentale per per velocizzare il lavoro degli spider ed aumentare così la visibilità del nostro sito.Provate ad usare un URL come www.miosito.it/imieiservizi invece di www.miosito.it/124%&?ghr4 e verificate di persona come un’operazione così semplice possa migliorare il vostro posizionamento.

P.S. Cosa sono gli spider? Dei ragni, ovvio: Halloween si avvicina e sono certa che verranno su questo blog per presentarsi 🙂

Come scegliere l’indirizzo del proprio sito web

5 ottobre 2015 in Visibilità online

Questo articolo è dedicato a tutti coloro che, con l’arrivo dell’autunno, hanno deciso di investire nel marketing on-line creando un sito web, e si trovano a dover affrontare il primo grande dilemma della comunicazione 2.0: che nome dare al proprio sito internet. Ecco quindi qualche dritta per capire cosa è un URL e come scegliere il nome giusto per il proprio dominio.

Cosa è un URL?

L’URL, l’Uniform Resource Locator, è l’indirizzo di ogni pagina di un sito web. Esattamente come un indirizzo fisico, l’URL identifica in modo univoco lo spazio in cui si trovano le pagine di un sito internet e permette a chi naviga di raggiungerle in modo veloce e senza intoppi. Ogni URL infatti corrisponde ad una sola pagina e, quando viene digitato nella banda di navigazione, mostra esattamente i contenuti presenti a quell’indirizzo, senza margine di ambiguità.

A differenza di un indirizzo fisico, però, l’URL può essere scelto. Questa è una grande conquista per il marketing in quanto permette di decidere a priori il proprio indirizzo senza che esso venga assegnato in modo arbitrario, e non va sprecata. Per questo è importante dedicare tempo e cura alla scelta dei propri URL e del proprio indirizzo web al fine di ottenere più facilmente i risultati che ci si è fissati.

Scegliere URL - Dillosulweb

Qualche dritta per scegliere l’URL giusto*

1- La lunghezza

La prima cosa da valutare quando si sceglie il proprio URL è la lunghezza. Spesso infatti le aziende scelgono di usare come indirizzo web la propria ragione sociale, scelta che può avere un suo perché, ma se la ragione sociale in questione è “Azienda agricola e agroalimentare Pasquale Salvatore Maria Di Giovanni & Figli Snc” forse un indirizzo web come www.aziendaagricolaeagroalimentarepasqualesalvatoremariadigiovanniefiglisnc.it non è la scelta più appropriata perchè la possibilità di sbagliare nel digitare un indirizzo così complesso è alta, e si rischia di non essere trovati solo per qualche errore di battitura.

2- La facilità di memorizzazione

Un altro parametro da valutare per la scelta di un URL è la facilità di memorizzazione dell’indirizzo. Oggigiorno, infatti, è più facile ricordare un indirizzo corto e significativo, piuttosto che un indirizzo che corrisponde esattamente alla ragione sociale ma che è difficile da memorizzare. Il fantomatico sig. Di Giovanni potrebbe infatti scegliere l’URL www.digiovanni.it e rendere la vita più facile a tutti gli utenti del web, che riusciranno a trovare il suo sito più velocemente.

3- Gli URL parlanti

Altra opzione che si può valutare quando si sceglie il proprio indirizzo web è l’utilizzo di un URL parlante, cosidetto perchè parla agli utenti e gli spiega già nell’indirizzo il business di cui trattano le pagine web in questione. Un esempio? www. agroalimentari .it. In questo caso il sig. Pasuqale Salvatore Maria rinuncerebbe ad avere il suo nome nell’indirizzo, ma spiegherebbe subito cosa vende, e aumenterebbe le possibilità di essere trovato non solo dai suoi clienti che lo conoscono, ma anche tutti coloro che cercano un venditore di agroalimenti online.

Per la scelta di un URL che funzioni e che aiuti un sito web ad essere trovato, quindi, serve che l’indirizzo spieghi di cosa tratta il sito, che sia corto e che sia facile da memorizzare. E se ancora non siete convinti di aver scelto l’indirizzo giusto, potete sempre contattarci senza impegno e chiedere l’aiuto di un esperto in usability come Dillosulweb.

 

* Piccola nota: in questo articolo abbiamo introdotto gli URL, anche se ci siamo soffermati soprattutto sul nome del dominio. Nei prossimi post parleremo invece degli URL delle singole pagine 🙂