Hai il sito aggiornato e i social attivi, eppure chi ti cerca online fatica a capire davvero chi sei e cosa fai? Forse è arrivato il momento di chiedere una consulenza di content design. Ecco in cosa consiste e come attivarla.

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Capita spesso che un'azienda o un freelance abbia un sito web e sia attivo sui social, ma il pubblico non riesca a farsi un'idea chiara di cosa offre e perché vale la pena sceglierlo. In questi casi, il problema non è la mancanza di contenuti, ma l'assenza di un filo rosso che li tiene insieme e trasferisce valore a ogni interazione. È qui che entra in gioco la consulenza di content design, un supporto che non è solo operativo e che ti offre la mappa giusta per continuare a comunicare il tuo valore con una direzione chiara e orientata ai risultati.

Perché scrivere meglio non basta a far funzionare i tuoi contenuti

Spesso si pensa che per ottenere più risultati facendo content marketing sia necessario scrivere contenuti migliori o fare video più belli. Chi si occupa di copywriting o di video editing, però, lavora sul singolo contenuto, per renderlo più scorrevole o più persuasivo, e anche chi gestisce i social presidia i canali e pubblica con regolarità, ma a volte manca di una visione d'insieme. In questi casi una consulenza di content design diventa necessaria perché lavora su un livello diverso!

Con il content design, infatti, si agisce sull'ecosistema comunicativo che tiene insieme sito, social, newsletter e blog, così che ogni pezzo racconti un'immagine coerente e riesca a fidelizzare il pubblico sul lungo periodo.

Il mio compito come content designer non è scrivere al posto del team, bensì disegnare una struttura che permetta al team di creare un insieme di contenuti collegati da un filo rosso, capaci finalmente di portare a risultati concreti.

Il segnale che alla comunicazione serve uno sguardo esterno

Ci sono situazioni in cui la consulenza di content design fa davvero la differenza. È quando i canali raccontano versioni leggermente diverse dell'azienda, tutte vere, ma poco coerenti tra loro. Il problema infatti non riguarda quasi mai la qualità del singolo testo, ma la mancanza di una strategia più ampia che lo giustifichi.

Prendiamo ad esempio le aziende che vendono macchinari industriali e che hanno un catalogo tecnico molto dettagliato, ma anche un ciclo d'acquisto che si allunga per mesi. Il loro sito è ricco di informazioni e hanno anche un account istituzionale su LinkedIn, ma manca un percorso che guidi chi legge dal primo contatto fino alla richiesta di preventivo. Il problema quindi non è l'assenza di contenuti, ma l'assenza di un ponte comunicativo tra i diversi punti di contatto, affinché il lettore possa fidarsi dell'azienda dall'inizio alla fine.

Cosa succede durante le consulenze di content design

Quando mi occupo di content design, il percorso segue sempre la stessa logica:

  • Content audit: una mappatura di cosa esiste già, cosa funziona e cosa va tolto perché confonde più di quanto aiuti

  • Struttura: insieme definiamo la struttura dei contenuti, rivediamo l'architettura dei contenuti dei tuoi canali principali e le priorità per ognuno di essi

  • Metodo: costruiamo un metodo di lavoro che puoi seguire da solo o trasferire al team affinché chi si occupa della creazione contenuti sa come procedere senza sprecare risorse

Se sei un'azienda

Se in azienda hai già un team che si occupa di comunicazione, il mio intervento si concentra sulla revisione della struttura dei contenuti esistenti, oppure sulla creazione di nuovi canali quando servono, come una newsletter. Non esiste un percorso standard perché ogni azienda è diversa, ma quello che accomuna tutti gli interventi è la necessità di tracciare collegamenti e costruire un'immagine solida e coerente, così che il pubblico possa contare sull'azienda in qualsiasi momento.

Alla fine del percorso ti consegno un documento di riepilogo, ma non è un documento da consultare una volta e poi archiviare: è una mappa operativa che funziona solo se diventa un'abitudine condivisa da chi in azienda si occupa ogni giorno di creare contenuti.

Se sei freelance

Per chi lavora da solo, senza un team di comunicazione alle spalle, fare content design significa avere un percorso concreto da seguire invece di creare contenuti procedendo per tentativi. Il lavoro parte da un'analisi del sito e dei contenuti che hai già, confrontata con chi opera nel tuo stesso settore, per capire dove sei chiaro e dove invece il tuo pubblico si perde. Da lì nascono la struttura delle pagine e i testi ottimizzati, scritti per trasferire il tuo valore fin dalle prime righe e guidare chi legge verso il contatto. Quello che porti a casa non è solo un sito più efficace, ma un metodo che puoi riapplicare ogni volta che aggiungi un contenuto nuovo.

Un esempio concreto di questo tipo di percorso è quello di Alessandro, uno sviluppatore web che ha ridefinito il registro dei suoi contenuti, passando da un linguaggio pensato per i colleghi a uno pensato per chi doveva davvero decidere di affidarsi a lui. Con il content design abbiamo rivisto la struttura del suo sito e il suo tono di voce, e ora Alessandro sta costruendo un ecosistema narrativo che lo posiziona come un esperto del suo settore per i suoi potenziali clienti.


Se i tuoi contenuti non stanno costruendo fiducia, con il content design puoi cambiare rotta.

Prenota una call con me e scopriamo insieme dove si inceppa il tuo ecosistema comunicativo.