Un prompt efficace per l'AI non nasce da istruzioni vaghe, ma da un brief chiaro fatto di obiettivi, pubblico, tono e formato. Ecco come crearlo. prompt-brief-e-obiettivi-come-chiedere-le-cose-all-ai-per-ottenere-contenuti-che-bc9e5519-1bd3-4f70-8ac1-c2180fa042d2
Ester Mignani

Scrivere un prompt significa ragionare su cosa vuoi ottenere e per renderlo davvero efficace serve chiarezza, contesto e obiettivi misurabili.

La prima volta che ho usato un generatore di testi AI, nel lontano 2023, ho fatto una domanda del tipo "Scrivimi un post su come usare l'AI per la comunicazione". Trovi il risultato nell'appendice di Architettura dei contenuti e come puoi verificare di persona si tratta di un testo generico, senza direzione e senza un'idea precisa di chi lo dovesse leggere.

La colpa? Mia e soltanto mia.

Sbagliavo il modo in cui stavo chiedendo le cose e trattavo l'AI come una bacchetta magica, quando in realtà funziona come un collaboratore: se gli dai input vaghi, restituisce output vaghi.

Per ottenere risultati utili dovevo cambiare approccio e passare da "prompt improvvisati" a un metodo chiaro fatto di obiettivi, brief e indicazioni precise che permettessero alla macchina di darmi risposte sempre più vicine al risultato che volevo ottenere.

Ecco come.

La differenza tra prompt e brief

Partiamo da una distinzione che molti confondono, ma che è decisiva quando ci si rapporta con un GPT. Il prompt è l'istruzione immediata che dai all'AI nel momento in cui la usi. Il brief, invece, è un documento che prepara il contenuto e specifica a chi dovrà parlare, cosa deve comunicare, perché, con quale tono, in quale formato.

In altre parole, il prompt è la richiesta secca, mentre il brief è il contesto che definisce i confini entro cui la risposta deve essere generata.

Se dai a un qualsiasi GPT solo il prompt senza un brief alle spalle, stai chiedendo all'AI di indovinare il contesto. E l'AI è molto brava a inventare contesti plausibili, ma raramente saranno quelli giusti per il tuo caso specifico!

Un prompt senza brief genera testi generici che si riconoscono subito come scritti dall'AI. Un prompt costruito su un brief dettagliato invece produce testi che, grazie a una piccola revisione umana, possono essere pronti per la pubblicazione.

Lavora sui tuoi obiettivi prima che sulle richieste

Per ricevere contenuti quasi perfetti, prima di scrivere un prompt, impara a chiederti cosa deve fare questo contenuto per la tua promozione.

Vuoi che il lettore capisca un concetto? Che si iscriva alla newsletter? Che contatti il tuo studio? Che condivida il post?

L'obiettivo che vuoi raggiungere guida tutto il resto: il tono, la lunghezza, il formato, gli esempi da usare,...

Senza un obiettivo chiaro anche un prompt perfetto dal punto di vista tecnico produrrà un contenuto vuoto.

Se invece parti da un brief, l'AI entrerà in modo naturale nel tuo flusso comunicativo e ti aiuterà davvero a velocizzare il lavoro operativo, senza perdere di vista i tuoi obiettivi e la tua rotta.

Come impostare un brief efficace per l'AI

Un buon brief per i GPT non deve essere lungo, perché rischia di superare la context window, ovvero il numero di informazioni che l'AI riesce a processare durante un'interazione uomo-macchina.

Il segreto di un brief efficace è la sua chiarezza.

Gli elementi fondamentali sono cinque:

  • pubblico,

  • obiettivo,

  • messaggio chiave,

  • tono,

  • formato.

Con queste informazioni hai già il 90% di quello che serve per ottenere un risultato che soddisfa le tue aspettative.

Inizia quindi dal definire il pubblico, ma non limitarti a dire "imprenditori" o "freelance". Con l'AI serve scendere più nel dettaglio: che problema stanno affrontando, che livello di conoscenza hanno, cosa li frena. Più il profilo è preciso, più il contenuto sarà mirato.

L'obiettivo è il punto di arrivo. Cosa deve fare il lettore dopo aver letto? Il messaggio chiave invece è la frase che vuoi che gli resti in testa quando entra in contatto con i tuoi contenuti, quell'idea che è tua e ti rende riconoscibile anche in mezzo a tanti concorrenti.

Anche per quanto riguarda il tono se vuoi un risultato all'altezza delle tue aspettative non limitarti solo a "formale" o "informale". Cerca di dare personalità al tuo brand e spiega all'AI se vuoi essere percepito come un brand diretto, ironico, tecnico, empatico.

Infine spiega il formato che vuoi ottenere e che dipende dal canale e dall'obiettivo. Un post LinkedIn, ad esempio, non è un articolo blog, non è una newsletter e non è neppure un carosello Instagram. Un post LinkedIn ha delle regole proprie dettate dalla piattaforma e dal pubblico che si trova su di essa, l'AI le conosce e sa applicarle, basta dirle in modo chiaro che formato vuoi!

Il problema del prompt troppo tecnico

Un errore frequente che vedo quando spiego come usare l'AI ai miei clienti è credere che prompt più lunghi e complessi diano risultati migliori, ma non è così.

Un prompt sovraffollato di istruzioni rischia di confondere l'AI, che finisce per mediare tra richieste contrastanti e darti un risultato poco soddisfacente. Quella tipica risposta da AI slop che sembra scritta da chiunque e che non mantiene la tua essenza.

Meglio quindi un prompt più conciso, ma costruito su un brief solido, dove ogni elemento ha una funzione precisa e si integra alla perfezione con la tua strategia di comunicazione.

Il prompt come strumento, non come scorciatoia

Quando utilizzi l'AI per generare contenuti, ricorda sempre che accelera il pensiero, non lo sostituisce.

Anche se un prompt preciso è importante, anche se costruire un brief ben fatto ti aiuta a velocizzare il lavoro, quello che conta davvero è la rotta che hai deciso di tracciare per la tua comunicazione e che deve esserti chiara ancor prima che apri il tuo strumento AI.

Quando hai le idee chiare e la tua strategia è solida, l'AI diventa un alleato e produce in pochissimo tempo contenuti che, anche se non sono pronti al 100%, sono un'ottimo punto di partenza per il tuo lavoro di finitura. È solo quando metti la tua personale ciliegina sulla torta ad un contenuto generato con l'AI che fai la differenza e passi da qualcosa che passa inosservato tra altri cento contenuti uguali scritti tutti dall'AI a un contenuto che funziona e che ti avvicina davvero ai tuoi obiettivi.


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