Usare l'AI per velocizzare la produzione di contenuti funziona, ma solo se il controllo umano diventa parte del processo, non un passaggio facoltativo da saltare quando manca tempo.
Chi introduce l'AI nella comunicazione spesso lo fa in modo informale: il reparto marketing inizia a generare contenuti, testi e immagini con l'AI, vede che risparmia tempo, il risultato è tecnicamente corretto e pubblica senza pensarci due volte. Quello che solo l'anno scorso era una mattina di lavoro si fa in 5 minuti e, poiché in azienda il tempo stringe, ce lo facciamo andar bene così... oppure no?
Se l'AI lavora da sola, la qualità si abbassa notevolmente e i risultati che volevi raggiungere si allontanano ogni giorno di più. Questo non significa che non devi usare l'AI, anzi, DEVI USARLA, ma integrare l'human in the loop nel piano editoriale, così che al comando ci sia sempre l'esperienza umana.
Vediamo insieme quando l'essere umano interviene nel processo di creazione contenuti per renderlo un passaggio automatico del flusso di lavoro e aumentare la qualità del risultato senza rinunciare alla velocità dell'AI.
Tre momenti in cui il controllo umano è indispensabile
Nella creazione dei contenuti, ma anche in altre attività che puoi delegare all'AI, il controllo umano deve essere presente:
Quando il contenuto cita dati, numeri o riferimenti normativi
Quando il tema riguarda il posizionamento o i valori del brand in modo diretto
Quando il contenuto è destinato a un canale con alta visibilità, come la newsletter o il blog
In questi casi, infatti, la revisione del contenuto generato non riguarda solo la grammatica del testo, ma la sostanza del messaggio che il brand sta comunicando. Senza il controllo umano i rischi di usare l'AI possono diventare concreti e minare la fiducia del pubblico nei tuoi confronti.
Come strutturare il flusso di lavoro Human + AI
Nella creazione di un piano editoriale, AI ed essere umani possono e devono collaborare a più riprese se vuoi che i tuoi contenuti continuino ad essere di valore e la produzione sia sostenibile per la tua attività.
Io in genere prevedo tre tappe fisse:
il brief, che è la prima domanda che faccio all'AI e che deve essere il più completa possibile, proprio come un vero content brief. Con questo l'AI genera una bozza in 5 minuti, ma non è finita.
la revisione della prima bozza è la parte centrale del lavoro, qui verifico che l'AI abbia scritto con il mio tono e secondo gli obiettivi che mi ero data. Se così non fosse - cosa che accade abbastanza spesso - gli comunico cosa non va e continuo a lavorare a 4 mani finché il risultato non sembra proprio scritto da me.
il controllo delle informazioni. Capita spesso che l'AI inserisca fonti e statistiche nei miei testi per confutare o sostenere una tesi. Questi dati sono importanti per chi legge, ma prima di pubblicarli li controllo a mano uno ad uno, andando a recuperare le fonti originali e controllando che siano fonti autorevoli, in linea con i miei valori e adeguate al discorso generale che sto portando avanti in uno specifico contenuto.
A questi controlli poi posso aggiungere un controllo ortografico, sempre tramite AI, la creazione di un'immagine o dei metadati, la ricerca di link interni al mio sito, la formattazione html,...
Questo flusso di lavoro sembra lungo e dispendioso, ma è l'unico che mi garantisce un contenuto di qualità e del resto è lo stesso flusso che utilizzavo "a mano" nei miei 15 anni come content designer, quando per scrivere un articolo, partendo da zero, mi servivano almeno 3 ore di tempo.
Oggi lo stesso flusso mi richiede un'ora di tempo ed è stato sufficiente applicarlo con costanza per ottenere più contenuti senza abbassarne la qualità.
L'AI infatti accelera la produzione di contenuti, ma il piano editoriale resta solido solo se il controllo umano è integrato come fase fissa del processo, non come eccezione quando c'è tempo.
Se vuoi costruire un piano editoriale che unisca velocità dell'AI e controllo umano, incontriamoci e creiamo un metodo su misura per il tuo ufficio marketing.
Caption per immagine: GUIDA PRATICA PER UN PIANO EDITORIALE AI + HUMAN
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