Human in the loop è un metodo di lavoro che ti fa lavorare con l'AI per essere più veloce, ma mette la persona al centro di ogni decisione. Ecco come funziona. human-in-the-loop-cosa-significa-davvero-per-chi-crea-contenuti-con-l-ai-9cba5324-2dbb-4e24-aba5-b6aaaa513876
Ester Mignani

Se lavori con l'AI per scrivere testi, post, articoli o email, ti sarà capitato di sentire l'espressione human in the loop. Compare in articoli tecnici, in webinar di settore, in discussioni tra chi usa questi strumenti ogni giorno. Ma che cosa significa davvero per chi crea contenuti?

Il metodo racchiuso nell'espressione Human in The Loop può essere tradotto in italiano con supervisione umana. Ma il concetto è meno ovvio di quanto sembri, perché tocca un punto delicato: quanto controllo ha davvero una persona su un processo in cui l'AI fa la maggior parte del lavoro?

Ogni giorno vedo tanti professionisti e piccole attività che hanno iniziato a usare l'AI senza aver chiaro dove finisce il contributo del modello e dove inizia la responsabilità di chi pubblica, e questa distinzione è ciò che fa la differenza tra chi sa usare l'AI e chi si fa usare dall'AI. Vediamo come.

Human in the Loop: una definizione

Human in the loop è un principio di progettazione dei sistemi di intelligenza artificiale. Significa che una persona resta dentro il processo decisionale, non fuori e che il modello propone, ma è la persona a decidere.

Nella creazione di contenuti questo significa che ogni output dell'AI passa attraverso un filtro umano prima di essere pubblicato. Ed è proprio questo filtro che riesce a dare ai contenuti quel tocco umano, quella ciliegina sulla torta, che lo rende davvero efficace.

L'AI è uno strumento potente, ma è progettata per lavorare su medie statistiche, non sulla tua reale attività. Non sa quali clienti hai, cosa offri davvero, quale tono funziona per il tuo pubblico, quali informazioni sono delicate. L'attività di editing da parte di un essere umano diventa quindi decisiva per creare dei contenuti che costruiscono un ponte comunicativo e che non cadono nell'AI Slop, la brodaglia di contenuti tutti uguali che vediamo su tanti profili e che ci hanno oramai assuefatto.

Lo human in the loop va applicato oggi, non domani

Negli ultimi mesi i modelli generativi sono diventati più accessibili e questo ha portato due effetti opposti nel mondo della comunicazione.

Da un lato, chiunque ha a disposizione uno strumento che accelera in modo evidente la produzione di testi e quindi le aziende e i freelance sono portati a creare molti più contenuti rispetto al passato. Dall'altro, il web si è riempito di contenuti che si somigliano tra loro, scritti con lo stesso tono piatto e con le stesse formule. L'AI SLOP per l'appunto.

I motori di ricerca hanno iniziato a penalizzare questa uniformità, ma la differenza vera la fanno i lettori che, anche quando non sanno spiegare il motivo a parole, riescono a distinguere un contenuto curato da uno scritto in serie e prendono le distanze dai contenuti creati con l'AI senza revisione.

I freelance e le aziende oggi generano contenuti in massa solo perché con l'AI ne hanno la possibilità, domani si troveranno da soli con il loro GPT, perché se non applicano lo Human in the Loop le persone prenderanno le distanze e smetteranno di credere nella loro serietà.

La supervisione umana, quindi, non è una perdita di tempo, ma un vantaggio competitivo sul lungo periodo perché ti permette di creare contenuti con l'AI che non sono banali e che mantengono alta la fiducia nei tuoi confronti.

I tre livelli della supervisione umana

Applicare lo Human in the loop va ben oltre "rileggere il testo prima di pubblicare".

È un lavoro che si sviluppa su tre livelli, tutti necessari, dove esseri umani e macchina lavorano insieme per ottenere un risultato di valore. Eccoli nel dettaglio:

- ll livello decisionale

Prima ancora di scrivere, devi decidere cosa. Decidi l'argomento, il punto di vista, la lunghezza del contenuto, lo stile, il formato. L'AI può suggerirti stili e punti di vista, certo, ma la decisione su cosa pubblicare e perché farlo è solo e soltanto tua. Ed è qui che si vede la differenza tra chi usa l'AI come strumento e chi la usa come scusa per non pensare.

- Il livello editoriale

Una volta che il modello ha prodotto il testo, il tuo compito è quello di correggerlo. Tagli le parti inutili, riformuli le frasi che suonano false, aggiungi gli esempi, metti delle CTA e cancella tutti quei pattern AI di cui ti parlo nel podcast AHI AHI L'AI. Questo passaggio è il momento in cui il contenuto smette di essere una bozza uguale a tante altre e diventa un contenuto davvero tuo, pronto per essere messo online e costruire il ponte comunicativo con il tuo pubblico.

- Il livello valoriale

L'ultimo livello è il più sottile perché riguarda la coerenza tra il contenuto e i tuoi valori. L'AI non ha valori o una posizione netta su un argomento e ciò che produce è sempre politically correct. Tu invece hai un punto di vista sul tuo settore e quel punto di vista è la tua firma. I clienti comprano da te perché si fidano del tuo spirito critico e della tua esperienza. Se i contenuti che pubblichi non racchiudono questi elementi, sembrano finti. Lo Human in the Loop ha il compito di controllare che i tuoi contenuti abbiano al loro interno i valori e le tue credenze, affinché i contenuti generati dall'AI portino ancora la tua firma.

Il prompt giusto non basta

Molti professionisti, o presunti tali, pubblicano online i loro "prompt segreti" come se bastasse trovare il prompt perfetto e il contenuto verrà fuori da solo.

questa aspettativa genera tanta tanta frustrazione tra freelance e aziende, perché il risultato che ottengono non corrisponde mai a quello che si aspettavano.

Il prompt è sicuramente importante, ma è solo l'inizio del rapporto che devi costruire con l'AI.

La qualità del contenuto dipende dalla qualità del dialogo che hai con il modello, dalla tua capacità di riformulare, correggere, integrare ed essere lo Human in the Loop ed è solo quando usi l'AI come strumento per l'attività di copywriting che i risultati arrivano, non quando tu diventi schiavo dell'AI.

Come impostare un metodo human in the loop nel tuo lavoro

Quando chiedi all'AI di scrivere un post, il modello produce un testo che potrebbe andare bene per qualunque brand. È generico per definizione, perché lavora su una media di milioni di testi.

Tu invece conosci il tuo tono di voce, sai se usi il tu, se preferisci il lei, se ti rivolgi a professionisti o a un pubblico ampio. Sai quali parole usi sempre e quali eviti. Sai che quella frase funziona per il tuo pubblico e quell'altra no.

Raccogli tutte queste informazioni all'interno di un system prompt e usali nella tua richiesta, affinché l'AI sappia a monte che stile applicare.

Quando ottieni una risposta, rileggila ad alta voce e adattala al tuo tono. Infine controlla che quel contenuto non cerchi di mettere tutti d'accordo ed esprima il tuo punto di vista sull'argomento e, se non c'è una posizione aggiungila.

Il risultato ti sorprenderà!

Ricapitolando, quindi, i passaggi del metodo Human in the Loop sono:

  • scrivi il brief prima di aprire il tool

  • chiedi all'AI una prima bozza

  • rileggi con attenzione, segna le parti che non ti convincono

  • chiedi al modello di riformulare solo quelle parti

  • integra il tuo sapere, i tuoi esempi, le tue parole

  • fai un ultimo passaggio di lettura ad alta voce

  • pubblica solo quando il testo suona come te

E lo so: è un lavoro che richiede tempo e attenzione, ma non è complicato ed è ciò che fa la differenza tra te e tutti i tuoi concorrenti che come te usano AI e prompt trovati su Internet per produrre contenuti.

E se l'AI diventa sempre più brava?

Lo human in the loop è un metodo di lavoro che ci spinge a restare presenti nel processo. La volontà di non delegare tutto a un GPT, ma di tenere le redini della tua comunicazione.

L'AI continuerà a migliorare e i modelli generativi saranno più veloci e capaci di gestire testi sempre lunghi e complessi, ma questo non cambierà la necessità di un'attenta supervisione umana, anzi.

La supervisione umana sarà ancora più preziosa!

La facilità di produrre contenuti sposterà il valore sulla capacità di scegliere cosa pubblicare, come farlo, con quale voce, per quale pubblico e queste scelte sono quelle che ti manterranno competitivo anche ai tempi dell'AI.


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