Come la riorganizzazione dei contenuti di un sito di formazione ha triplicato le keyword su Google e conquistato le risposte AI. Scopri il caso Roberta Longoni.
Un sito web può contenere tutte le informazioni giuste e non funzionare lo stesso. Questo perché il problema in molti casi non è cosa c'è scritto, ma come sono organizzati i contenuti.
La struttura delle pagine fa la differenza, e non solo per chi le naviga, ma anche per l'Intelligenza Artificiale e gli algoritmi di Google che, davanti a un sito mal organizzato, decidono di non mostrarlo a nessuno, azzerandone la visibilità.
Quando Roberta Longoni mi ha chiesto di fare content design per il suo sito web, la situazione era esattamente questa.
Roberta è la fondatrice di un'academy dedicata alle donne che vogliono riprendersi la loro autonomia e costruirsi una carriera come professioniste del digitale. I percorsi che propone spaziano dal diventare assistente virtuale all'essere una professionista di successo lavorando da remoto. Una realtà in crescita, con un'offerta formativa articolata e un pubblico che si evolve insieme alle richieste del mercato.
Ecco cosa abbiamo fatto insieme per mettere ordine al suo sito e dare a ogni pagina una marcia in più!
La situazione iniziale
All'inizio il progetto di formazione di Roberta era nato quasi per caso, come naturale evoluzione del suo essere un'assistente virtuale, ma ben presto è cresciuto, e molto.
Quando mi ha coinvolto, Roberta aveva già una presenza online consolidata, ma le informazioni presenti sul sito web erano difficili da seguire. Chi arrivava sulle pagine faticava a capire quale percorso facesse al caso suo, i contenuti non guidavano la lettura e soprattutto non rispondevano alle domande che chi era in cerca di formazione nel digitale.
Google, di conseguenza, non riusciva a posizionare le pagine sulle keyword giuste e il sito mancava di visibilità. Per il mondo virtuale Roberta era ancora ancorata al suo essere assistente virtuale e la sua immagine sui motori di ricerca faticava a fare il salto verso l'essere una formatrice più che una esecutrice.
Cosa è stato fatto
Il lavoro di content design si è concentrato sulla riorganizzazione dei contenuti esistenti: non un sito nuovo, ma una nuova architettura delle informazioni.
Prima di iniziare a creare contenuti ho quindi analizzato l'intero sito, ridisegnato la mappa di navigazione e riscritto i testi delle pagine chiave tenendo conto di due lettori contemporaneamente: la donna che valuta se iscriversi, e Google che deve capire di cosa parla ogni pagina.
Ecco nel concreto gli step che abbiamo fatto:
1. Audit dei contenuti e mappa delle informazioni
Il punto di partenza è stato capire dove le informazioni si sovrapponevano, dove mancavano e dove creavano confusione. Ho quindi analizzato ogni sezione del sito per identificare i punti di attrito nella navigazione e le opportunità di posizionamento ancora non sfruttate. Il risultato è stato una mappa dei contenuti che ha guidato tutto il lavoro successivo.
2. Riscrittura e riorganizzazione dei testi
Con la mappa in una mano e Figma nell'altra ho ridefinito la struttura delle singole pagine e riscritto i testi di tutte le sezioni principali. Ogni percorso formativo ha così avuto una pagina dedicata con una struttura chiara e lineare: titolo preciso, descrizione che risponde alle domande reali del pubblico, informazioni ordinate in modo che chi arriva sul sito capisca subito cosa trova e se fa al caso suo. Il linguaggio è rimasto accessibile e coerente con il tono di Roberta, ma è diventato anche più riconoscibile per i motori di ricerca.

3. Testi per il nuovo progetto Mamme con il mouse
Mentre riorganizzavamo il sito principale, Roberta stava lanciando un nuovo progetto: Mamme con il mouse, una piattaforma di corsi dedicata alle mamme che vogliono costruire una carriera nel digitale. In parallelo, quindi, mi sono occupata anche della redifinizione dei contenuti di questo sito che, rispetto al principale, è strutturato come un insieme di landing page.
I risultati
I dati delle visite del sito di Roberta negli ultimi 6 mesi raccontano una crescita costante e misurabile. Le keyword posizionate su Google sono più che triplicato, con una traiettoria che continua a salire. Oltre il numero, però, sono cambiati anche i termini di ricerca: da semplice "assistente virtuale" a "corso per assistente virtuale" fino a "business mentor imprenditrici".

Il dato che racconta meglio la nuova immagine del sito di Roberta però è un altro. Non solo le pagine si trovano su Google, ma compaiono anche nelle risposte generate dall'Intelligenza Artificiale. Grazie a contenuti ben strutturati, infatti, l'AI seleziona le fonti più chiare e pertinenti, e un sito con un'architettura dei contenuti solida ha più probabilità di essere citato nelle risposte.

Sul fronte delle persone, l'effetto è stato altrettanto concreto. Il sito è diventato più semplice da navigare e le richieste di contatto sono arrivate da chi aveva già capito cosa cercava, con una profilazione più alta rispetto a prima.
Anche il tuo sito ha contenuti che non stanno lavorando per te?
Prenota una call con me e scopriamo insieme come riorganizzare le informazioni per farti trovare dalle persone giuste, anche dall'AI.