Scopri come fare un content audit rapido per capire quali contenuti social funzionano davvero.
Quando si pubblica online bisogna analizzare i dati per capire quali contenuti funzionano e quali no, e fin qui nulla di nuovo. Analizzare le statistiche dell'inmpatto che i tuoi contenuti hanno sulla tua immagine online, però, richiede tempo che spesso i referenti marketing e i titolari d'impresa non hanno. Che fare? La soluzione non è rinunciare al content audit, ma farlo in modo rapido, andando a vedere solo ciò che conta davvero. Vediamo come.
Cos'è un content audit e perché probabilmente non lo fai mai
Un content audit è una revisione sistematica dei contenuti che hai già pubblicato con l'obiettivo di vedere cosa ha funzionato e cosa no. Così facendo riesci a trovare i pattern che ti dicono quali contenuti interessano al tuo pubblico e puoi smettere di sparare nel buio, iniziando a creare una comunicazione più mirata che ti fa raggiungere obiettivi senza sprecare energie.
Sebbene sia fondamentale, nella mia esperienza con le aziende questa attività viene quasi sempre saltata. Si va avanti a pubblicare, settimana dopo settimana, seguendo un piano editoriale che però non cambia mai perché nessuno ha il tempo di fermarsi ad analizzare cosa è andato bene nelle settimane precedenti. Il risultato è che si continua a fare le stesse cose, anche quando non portano da nessuna parte.
Dedicare un momento a guardare indietro prima di pianificare il passo successivo è un abitudine che devi imparare se vuoi stare al passo con il mercato ed è l'unica che ti assicura un lavoro orientato agli obiettivi per i mesi futuri. Inoltre, non hai bisogno di fissare la sala riunioni per giorni interi! Il Content Audit, soprattutto se riguarda la tua presenza sui Social Network, è un'attività che puoi fare anche in autonomia, una volta al mese o a ogni trimestre, per ottimizzare le energie e arrivare ai tuoi obiettivi senza perderti.
Cosa ti serve per fare un content audit
No, non devi cercare un analista o preparare tabelle e grafici complicati. Per fare un content audit ti bastano:
L'accesso alle statistiche della piattaforma dove sono pubblicati i contenuti che vuoi analizzare
Un foglio Excel
I contenuti degli ultimi tre mesi come finestra temporale di riferimento
Tre mesi sono sufficienti per vedere dei pattern chiari senza perderti in troppi dati. Se sei all'inizio e hai meno contenuti, però, puoi analizzare anche periodi più brevi, come un mese o sei settimane, l'importante e che tu abbia abbastanza contenuti da mettere a confronto per trovare dei collegamenti e dei trend.
Come fare un content audit
Per fare content audit in maniera sistemica richiede un metodo di lavoro che si sviluppa su 5 passaggi. Eccoli nel dettaglio:
Passo 1: esporta o annota i dati dei tuoi post
Vai nelle statistiche del canale che vuoi analizzare e prendi nota dei tuoi ultimi 20-30 contenuti. Per ognuno, annota: la data di pubblicazione, il formato (foto, carosello, reel, post testuale, articolo di blog), l'argomento trattato e le metriche principali.
Su Instagram le metriche più utili in questa fase sono le impression, la portata, i salvataggi e i commenti. Su LinkedIn, le impression, le reaction e i commenti. I follower guadagnati post per post sono un dato in più, ma non il centro dell'analisi.
Anche se questo punto può sembrare noioso, però, non dimenticare che le piattaforme ti permettono di esportare i dati direttamente dal pannello analytics del profilo. Ti basta un click per avere tutta la tua tabella di analisi pronta e quindi non hai scuse per rimandare il tuo content audit al prossimo trimestre!
Passo 2: aggiungi una colonna "tipo di contenuto"
Oltre al formato, classifica ogni post per il tipo di contenuto trattato. Nella mia attività di content audit di solito divido i contenuti per: - case history - contenuti educativi - riflessioni personali - dietro le quinte Nel tuo content audit le categorie non devono essere davvero queste, ma l'importante è che tu abbia un sistema che ti permetta di raggruppare i contenuti per confrontarli.
Grazie a questa distinzione puoi infatti scoprire quali temi e quali formati interessano di più ai tuoi clienti e, di conseguenza, organizzare la tua comunicazione futura affinché sia più attrattiva per le tue buyer persona.
Passo 3: calcola le medie per categoria
Adesso arriva la parte più illuminante. Raggruppa i post per tipo di contenuto e per formato e calcola la media delle metriche che ti interessano, come like, commenti, impressioni.
Questo punto è il fulcro del content audit perché ti permette di capire davvero cosa funziona e cosa no bastandoti su dati reali, non sulle tue impressioni. Scoprirai ad esempio che certi argomenti ottengono costantemente più salvataggi, che certi formati generano più commenti, e tutto quello è decisivo per sapere dove investire nelle prossime settimane.
Attenzione, però, quando gai queste analisi non cercare di ottenere la risposta universale, quella che si trova nelle indagini delle testate giornalistiche e che fanno da benchmark di settore. I tuoi dati storici sono il riferimento più affidabile e solo se li guardi senza preconcetti riesci a trovare benchmark unici, che vanno bene per la tua attività e il tuo pubblico.
Passo 4: identifica i pattern
Ora è arrivato il momento di guardare oltre. Prendi i cinque post con le performance migliori e i cinque con le performance peggiori. Guardali insieme e chiediti: cosa hanno in comune quelli che hanno funzionato? E quelli che non hanno funzionato?
Le risposte che trovi in questa fase sono spesso sorprendenti. Ho visto professionisti scoprire che i loro post più personali e vulnerabili portavano il doppio delle richieste di contatto rispetto ai post tecnici. Ho visto piccole imprese rendersi conto che il loro pubblico interagiva solo con i contenuti dietro le quinte e ignorava completamente le comunicazioni di prodotto.
Questi insight non li trovi leggendo un articolo su come fare social media marketing. Li trovi guardando i tuoi dati.
Passo 5: prendi decisioni concrete
Dopo quest'analisi potresti pensare di aver finito, ma non è così. L'audit finisce sempre con una lista di argomenti da portare nel prossimo piano editoriale. Hai trovato un formato che non porta mai niente? Toglilo per un mese e vedi cosa succede. Hai un argomento che genera sempre engagement? Pianifica di approfondirlo in più formati.
In termini Agile, alla fine dell'audit devi aggiornare il tuo backlog di contenuti sulla base di dati reali, non di intuizioni, ed è questo che ti permette di fare il salto di qualità. Non più pubblicare a caso, ma costruire un ecosistema di contenuti e una presenza digitale che cresce nel tempo e che ha un impatto positivo sulla tua attività.
Cosa fare con i risultati
Tutti i dati che hai raccolto durante il tuo content audit, non vanno buttati. Tieni il tuo foglio di analisi aggiornato e ripeti l'esercizio fra qualche tempo. Non serve farlo ogni settimana, anche una volta ogni trimestre è sufficiente per avere una visione periodica che informi le tue scelte strategiche.
Inoltre, se vuoi renderlo ancora più efficace, aggiungi al file una colonna con le note qualitative: cosa stavi comunicando in quel periodo? c'erano promozioni attive? Modifiche agli algoritmi delle piattaforme? Hai cambiato qualcosa nel modo di scrivere? I dati quantitativi da soli raccontano solo metà della storia e se tieni traccia anche dei dati qualitativi la tua comunicazione diventerà ogni giorno più efficace.
Stai davvero imparando dai tuoi contenuti o stai solo continuando a produrre?
Se anche tu ti ritrovi a pianificare la settimana successiva senza mai guardarti alle spalle, forse è il momento di fermarsi e creare la tua personale mappa comunicativa. Fissa una call di mezz'ora con me e iniziamo a ragionarci insieme!