Costruisci la tua comunicazione su canali che controlli davvero. Scopri perché nessun algoritmo può toglierti la relazione costruita con le newsletter.
Hai un profilo social curato, pubblichi con regolarità, ma domani tutto questo potrebbe sparire.
Ci hai mai pensato?
Se domani l'algoritmo cambia, la tua visibilità crolla. Il lavoro di settimane e le relazioni costruite con i tuoi contatti spariscono di conseguenza.
Intanto, però, la lista mail di clienti e contatti che ha avuto negli anni è lì, ferma in un cassetto. Magari hai anche una piattaforma configurata ma non la usi perché non sai cosa scrivere, o perché ti sembra che le newsletter siano superate. Eppure quella lista di mail è l'unico canale per costruire relazioni che nessun algoritmo può toccare. Vediamo come trasformarla in uno strumento che lavora davvero per te.
Di chi è la tua relazione con il pubblico?
Ogni volta che pubblichi su Instagram o LinkedIn, stai comunicando su una piattaforma che non controlli. Puoi personalizzare il profilo, scegliere i contenuti, investire tempo. Ma le regole le decide il colosso che c'è dietro la piattaforma, non tu.
Domani mattina Meta decide di ridurre la portata organica. Oppure cambia le politiche pubblicitarie. Oppure, nel caso più estremo, ti cancella l'account per un errore. In quel momento, tutto ciò che hai costruito su quella piattaforma, comprese le relazioni con i tuoi contatti, resta lì, inaccessibile.
Quando scegli di investire in una newsletter, invece, sei tu che decidi le regole del gioco. La lista di chi si è iscritto è tua, e non dipende da un cambio di algoritmo o da una modifica alle condizioni d'uso. Puoi cambiare piattaforma con cui invii le mail, migrare gli iscritti, ma continui a comunicare senza perdere nulla in termini di valore della relazione. È questo che si intende per canale owned, un canale di proprietà che è la parte portante di quell'ecosistema comunicativo che dovresti costruire nel tempo, indipendentemente da dove sei più attivo sui social.
Attenzione: non sto dicendo che i social non servono. I canali social servono per portare le persone giuste verso di te, ma poi devi incanalarle verso qualcosa che controlli tu e costruire una relazione che non viene mediata dagli algoritmi. Solo così i contatti diventano reali e anche se non arrivi a 10.000 follower, le relazioni che costruisci sono più solide e fruttuose.
Una newsletter funziona bene anche con pochi iscritti
Uno degli ostacoli più comuni alla creazione di una strategia di mail marketing o DEM - direct email marketing - che dir si voglia è la paura di investire solo per pochi. Se ho meno di 500 iscritti, il gioco vale lo stesso?
Vale, eccome.
La newsletter non funziona per i numeri: funziona per la qualità del contatto. Chi si iscrive ha fatto un gesto attivo, ha cercato il form, ha inserito la mail, ha confermato l'iscrizione. Non è passato davanti al tuo profilo per caso. È venuto a cercarti.
Una lista di duecento persone così vale molto più di duemila follower che non aprono mai i tuoi contenuti. Quando gli iscritti sono pochi, il tasso di apertura medio di una newsletter si aggira tra il 20 e il 40 per cento.
Questo significa che se hai 200 iscritti, stai comunicando davvero con 40-80 persone. Persone che hanno scelto di ascoltarti. Questo tipo di contatto, con tutta probabilità, converte molto più di qualsiasi contenuto social: perché il rapporto che costruisci via email è più diretto e più difficile da ignorare. Inoltre, non pensare che sui social la tua comunicazione raggiunga più pubblico: su Instagram, la portata organica di un post raramente supera il dieci per cento dei follower. Per passare sotto gli occhi di 80 persone, devi avere almeno 800 contatti e non è detto che questi ti degnino di uno sguardo anche se sei nel loro feed.
Cosa scrivere nelle newsletter per creare relazioni
L'altra obiezione classica è legata al cosa: le newsletter non vengono inviate perché non si sa cosa scrivere nelle mail.
La newsletter non è una versione più lunga dei tuoi post social, e nemmeno il resoconto del tuo ultimo mese di lavoro. È il posto in cui affronti i temi che ti stanno a cuore con quelle 200 persone che ti conoscono già e in cui puoi permetterti di andare in profondità e usare un tono più diretto.
Se proprio non sai da dove iniziare, però, ecco qualche punto di partenza concreto da cui trarre ispirazione per scrivere la tua prima newsletter:
Un argomento che hai affrontato sui social questa settimana, sviluppato con più dettagli e un consiglio operativo che i post non contenevano
Una cosa che stai osservando nel tuo settore: una tendenza, un cambiamento, qualcosa che ti ha fatto riflettere
Un link a un articolo del tuo blog, con due righe sul perché vale la pena leggerlo
Una domanda aperta al tuo pubblico, su un tema su cui vuoi capire cosa pensano
Un aggiornamento sui prodotti/servizi a cui stai lavorando, senza farne un annuncio promozionale, ma dando un perché al tuo pubblico
Non hai bisogno di riempire ogni numero di contenuti freschi per creare una newsletter efficace. La differenza la fa il perché! Dai ai tuoi contatti una ragione concreta per aprire la mail e se sai davvero a chi stai scrivendo, trovare quella ragione diventa molto più semplice.
Le newsletter efficaci partono da te
Per lanciare una newsletter non devi trovare sempre nuove idee. Sfrutta il content repurposing per partire da contenuti che hai già creato e proporli ai tuoi contatti con un nuovo punto di vista, una riflessione personale o un taglio più diretto.
I post che hanno funzionato meglio sui social possono diventare il filo conduttore del prossimo numero. Un articolo del blog che stai preparando può essere anticipato con un estratto. Una riflessione che hai condiviso su LinkedIn può essere approfondita con il punto di vista che non ci stava nel post. Non ricominciare ogni volta da capo, ma costruisci fiducia con lo stesso contenuto che hai già prodotto, ma su un canale che nessuno può toglierti.
E non preoccuparti neppure della cadenza. All'inizio basta una newsletter al mese: abbastanza frequente da mantenere il contatto, abbastanza raro da non diventare spam. Quando avrai trovato il tuo ritmo, puoi valutare se aumentare la frequenza di invio, o addirittura rallentare. L'importante è fare in modo che la tua comunicazione rimanga sostenibile per te, ma anche per il tuo pubblico!
La tua comunicazione è tutta in balia dell'algoritmo?
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