Scopri come l'approccio MVP può salvare la tua comunicazione dal blocco del perfezionismo e come i requisiti minimi evitano sprechi di budget ed energie.

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Ti è mai capitato di lavorare per mesi a un nuovo progetto comunicativo, magari un sito web mastodontico o una rubrica social super complessa, per poi lanciarlo e accorgerti che il pubblico non reagisce come speravi?

È una sensazione davvero frustrante!

Hai investito ore di riunioni, budget importanti e le migliori energie del tuo team per costruire qualcosa che, alla prova dei fatti, è perfetto, ma sembra non interessare a nessuno.

Questo accade perché spesso ci convinciamo che per avere successo serva la perfezione assoluta, con ogni dettaglio al suo posto e ogni funzione immaginabile già attiva. Questa ricerca della perfezione però è proprio quello che ci allontana dal successo, perché ci porta a costruire castelli in aria senza aver prima verificato se le fondamenta sono solide.

Vediamo come uscire da questa mania di avere tutto subito e accogliere il concetto di "fatto è meglio che perfetto", aforisma che tanti dispacciano per loro, ma che in realtà è di Sheryl Sandberg, ex direttrice operativa di Facebook.

Perché la paura di sembrare incompleti ci spinge a sprecare risorse

Il motivo per cui facciamo così fatica a lanciare versioni snelle delle nostre strategie di comunicazione risiede in un timore psicologico profondo: temiamo che mostrare qualcosa di non finito possa danneggiare la nostra autorevolezza.

In azienda la qualità viene spesso confusa con la quantità di funzioni o di contenuti, mentre quello che conta davvero sono le soluzioni che offriamo a un bisogno concreto degli attori in gioco. Invece di ascoltare il mercato, ci chiudiamo nelle nostre stanze a lucidare dettagli che magari nessuno noterà mai, accumulando costi e ritardando il momento del confronto con la realtà.

Questo approccio ci impedisce di capire se la direzione intrapresa è quella giusta e ci espone al rischio di un fallimento totale, molto costoso e anche molto frustrante. La soluzione? Adottare un MVP, che ci permetta di essere più agili e testare subito le nostre strategie di comunicazione.

Cos'è un MVP e come cambia le regole del gioco

MVP è l'acronimo di Minimum Viable Product, ovvero il prodotto minimo funzionante, che vale tanto nella creazione di un prodotto fisico, che nella creazione di un software o di contenuti per la tua comunicazione.

Un MVP è un esperimento progettato per validare un'ipotesi strategica con il minor sforzo possibile. Ad esempio, invece di scrivere un intero libro, inizi con un articolo approfondito; invece di creare un portale e-commerce complesso, testi l’interesse con una singola landing page dedicata a un prodotto specifico.

Se adotti questo tipo di approccio, quindi, non lanci sul mercato qualcosa di scadente o fatto a metà, ma la versione più snella della tua idea che è comunque capace di portare valore all'utente e di generare dati da analizzare.

L'obiettivo dell'MVP è infatti capire se i nostri KPI, cioè quegli indicatori chiave che misurano il successo della nostra comunicazione, si muovono nella direzione sperata prima di impegnare tutto il budget e tutte le risorse su una singola idea.

Come definire i requisiti minimi dell'MVP

Applicare il metodo dell'MVP significa fare un esercizio di sottrazione consapevole e, per ogni nuova iniziativa di comunicazione, chiedersi quali sono le caratteristiche minime che ne determinano il valore. Queste caratteristiche in ambiente Agile si chiamano requisiti e senza di essi il progetto perderebbe il suo significato.

Se stiamo progettando una newsletter, ad esempio, il requisito non è avere dieci rubriche diverse e una grafica personalizzata per ogni sezione, ma avere un contenuto utile e un elenco di mail in target a cui inviarlo.

Definire i requisiti minimi signifca quindi scegliere cosa è davvero importante e spostare tutto ciò che non è strettamente necessario per il momento in cui il progetto sarà più maturo. In questo modo puoi testare l'idea iniziale con poco budget e poco impegno, mettendo tutto il resto in fondo alla lista delle cose fare quando avrai già ricevuto i primi feedback reali da parte del tuo pubblico.

Il coraggio di essere essenziali per diventare straordinari

Passare alla mentalità MVP richiede un cambio di mindset profondo perché bisogna abbandonare l'idea di perfezione a favore della funzionalità.

Quando smettiamo di inseguire la perfezione e iniziamo a cercare la validazione pratica, la nostra comunicazione diventa improvvisamente più agile e centrata. Non è una rinuncia all'eccellenza, ma è il modo più intelligente per raggiungerla, dandoci di diritto di fare un cambio di rotta strategico quando siamo ancora in tempo, perché non abbiamo sprecato tutte le risorse e le energie.

Iniziare in piccolo non significa pensare in piccolo, ma scoprire cosa serve davvero alle persone che vogliamo raggiungere per dare un valore reale fin da subito, non dopo che abbiamo passato mesi nello sviluppare un'idea che, come tutte le idee, potrebbe rivelarsi un buco nell'acqua.


I tuoi progetti di comunicazione non vengono lanciati perché stai inseguendo la perfezione a scapito dell'efficacia?

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