Un'AI può parlare di te a un cliente prima che tu abbia la possibilità di farlo. Scopri come restare riconoscibile anche quando è un algoritmo a raccontarti.
Un'intelligenza artificiale può parlare di te a un cliente prima che tu abbia la possibilità di farlo. Il problema è cosa racconta.
Ti sei mai chiestə cosa racconta di te un'intelligenza artificiale quando qualcuno le chiede consiglio, prima ancora che tu abbia la possibilità di rispondere in prima persona? Succede sempre più spesso, chi cerca un fornitore o un professionista interroga un'AI, che legge il tuo blog, lo riassume in poche righe e lo consegna a chi ti sta valutando. Il problema non è solo farsi leggere da questi sistemi, ma sopravvivere alla sintesi che ne fanno senza diventare un'azienda uguale a tutte le altre. Ma cominciamo dall'inizio.
Un'AI non cita sempre il tuo blog, spesso lo riassume
Quando un'AI risponde a una domanda su quale fornitore scegliere, non sempre cita un tuo articolo parola per parola. Più spesso lo legge insieme ad altri dieci, ne estrae il succo e restituisce una sintesi che parla un po' di tutti e, per questo, non parla davvero di nessuno.
Se il tuo blog aziendale dice le stesse cose che dicono i tuoi concorrenti, con lo stesso tono prudente e uguale per tutti, quella sintesi ti cancella. Non perché l'AI ti ignori apposta, ma perché semplicemente non ha nulla di tuo da tenere quando fa piazza pulita di tutto il resto.
Cosa sopravvive alla sintesi dell'AI
Quello che un riassunto non riesce a cancellare è una posizione netta, un dato preciso, un modo di dire le cose che nessun altro userebbe. Se scrivi una buona comunicazione è importante per la tua azienda, quella frase si scioglie nella sintesi come zucchero nel caffè e non lascia traccia.
Se invece scrivi qualcosa che solo tu diresti così, con la tua posizione e i tuoi esempi, quella frase ha più probabilità di restare intatta anche quando un algoritmo la impacchetta per qualcun altro. Ho approfondito la parte più tecnica di questo lavoro nel mio articolo su come farsi citare dalle AI, ma la radice del problema è più semplice, se il tuo blog non ha una voce, non c'è nulla da salvare quando qualcuno lo riassume.
Il risultato?
Due aziende con la stessa offerta possono ricevere un trattamento completamente diverso da un'AI, e la differenza raramente sta nei fatti che raccontano, ma in quanto quei fatti suonano già come un'opinione e non come un comunicato stampa.
Il blog resta tuo, anche quando lo racconta un'altra voce
Non devi riscrivere tutto pensando solo agli algoritmi, perché finiresti per scrivere per nessuno. Devi scrivere come parli davvero, con le tue posizioni e i tuoi esempi, così che anche nella versione più corta e più fredda che ne farà un'AI resti qualcosa che assomiglia a te.
È lo stesso principio che vale per il tono di voce del tuo brand su ogni canale, la coerenza non serve solo a farti riconoscere da chi legge, ma anche a lasciare un'impronta che resiste quando il messaggio passa attraverso mani, anzi, algoritmi che non sono i tuoi.
Se un'AI raccontasse la tua azienda oggi stesso, si riconoscerebbe chi ti conosce già?
Prenota una call con me e scopriamo insieme come scrivere contenuti che restano tuoi anche quando li racconta qualcun altro.