Pubblicare di più non significa comunicare meglio. Scopri come decidere quanti contenuti pubblicare senza perdere qualità e valore per il pubblico.
Pubblicare tutti i giorni sembra la scelta più sicura, ma spesso è quella che ti stanca prima e ti fa perdere di vista il pubblico.
Al contrario pubblicare meno contenuti può essere la scelta più strategica che fai quest'anno.
Lo so, sembra un controsenso in un mondo dove ogni piattaforma ti chiede di pubblicare sempre di più, ma la qualità di quello che condividi conta più della quantità, soprattutto quando il tempo a disposizione è poco. Il problema non è quante volte premi pubblica, ma cosa succede a ogni contenuto dopo che lo hai messo online. La buona notizia è che si può sistemare.
La qualità non si vede solo nel testo
Quando parliamo di qualità di un contenuto pensiamo quasi sempre al testo o alla grafica finale, ma la qualità reale si gioca su più fronti insieme, e raramente ce ne accorgiamo finché qualcosa non si rompe.
C'è la cura con cui scrivi o giri un contenuto, certo, ma c'è anche lo scopo che quel contenuto ha dentro il tuo ecosistema comunicativo, se risponde a una domanda vera del tuo pubblico o se è nato solo per riempire una casella nel calendario. E c'è quello che succede dopo la pubblicazione, se qualcuno commenta o acquista, oppure se il post scompare nel nulla come un sasso in uno stagno.
Un contenuto può essere scritto benissimo e fallire lo stesso, perché il problema non era mai la forma. È lì che molte aziende perdono tempo: passano ore a lucidare la vetrina invece di costruire a monte un piano editoriale sostenibile che tenga insieme le priorità.
Le piattaforme vogliono frequenza, il tuo pubblico vuole valore
Ogni piattaforma social ha un interesse dichiarato, vuole che tu pubblichi spesso, perché più contenuti significano più tempo speso dagli utenti dentro l'app. Questo interesse però non coincide sempre con quello del tuo pubblico, che si stanca in fretta di contenuti ripetitivi pubblicati solo per riempire uno spazio. Se il tempo è poco, meglio recuperare e trasformare un contenuto che hai già con il content repurposing, piuttosto che inventarne uno debole solo per rispettare il calendario.
Pensa a un'azienda che produce prodotti per la casa e pubblica un post ogni giorno, ma con contenuti interscambiabili con quelli di qualsiasi altro brand del settore. Il profilo cresce lentamente e i commenti restano pochi, perché nessuno si ferma davvero a leggere. Quando quella stessa azienda passa a pubblicare tre contenuti a settimana costruiti attorno a un vero punto di vista, i risultati arrivano più in fretta, perché ogni post ha uno scopo riconoscibile.
Quanto pubblicare lo decidi tu, non l'algoritmo
Non esiste un numero universale di post a settimana che funziona per tutti, esiste solo una domanda da farti prima di premere pubblica, sempre la stessa, questo post serve al mio pubblico o serve solo al mio calendario?
Se la risposta è la seconda, salta pure quella pubblicazione! Meglio un buco nel piano editoriale che un contenuto vuoto messo lì solo per non lasciare lo spazio bianco. Se organizzi tutto in anticipo con un piano editoriale mensile, quella domanda te la fai una volta sola per l'intero mese, non ogni giorno da capo.
La domanda giusta, fatta con costanza, pesa più di qualsiasi calendario riempito a tutti i costi.
Se pubblichi meno ma meglio, i risultati arrivano lo stesso.
Prenota una call con me e scopriamo insieme quanti contenuti ha davvero senso pubblicare per la tua attività.